Il gruppo Idrotherm 2000 si basa sull’esperienza di 40 anni di attività nella produzione di tubazioni in materiali termoplastici, polietilene e polipropilene a elevate prestazioni, per la distribuzione di acqua e gas, scarichi fognari, protezione di cavi, teleriscaldamento e fluidi industriali, ponendosi al 2° posto tra i produttori europei.

Basti pensare che nel 2016 sono stati prodotti oltre 40.000 km di tubi, circa l’equatore terrestre. L’innovazione nell’utilizzo dei materiali con le migliori prestazioni e nella messa a punto di apparati produttivi avanzati sono alla base del ruolo di leadership acquisito nel tempo.

Idrotherm 2000 è di proprietà della famiglia Sartini, che gestisce completamente l’azienda. Un team famigliare a elevata componente femminile: la “nonna” Laura Citti ne è Amministratore Delegato.

L’azienda ha sede in Garfagnana, vicino a Lucca, dove si trovano i due stabilimenti produttivi di Castelnuovo Garf. e Castelvecchio Pascoli.

E’ proprio su invito della famiglia Sartini che ho potuto conoscere da vicino questa realtà produttiva e visitare gli impianti di produzione. Sono stata ospitata al Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa, una struttura di grande fascino, situata tra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco Emiliano.

Raffaella Sartini ci ha introdotto alla filosofia dell’azienda: “Idrotherm 2000 si basa sull’apertura a percorsi non convenzionali, percorrendo una difficile ma indispensabile strada verso l’innovazione e la sostenibilità, con un particolare interesse per l’ambiente e la sicurezza. Il tutto in un’ottica di riduzione dei costi senza però diminuire la qualità. Queste sono le nostre grandi sfide per il futuro”. Ma Idrotherm 2000 vanta già grandi esperienze di sfide e innovazioni: come continua Raffaella Sartini, “Nel 1998, siamo stati i primi produttori in Italia di tubazioni di colore giallo. Questo non per un vezzo estetico, ma perché qursto colore avrebbe offerto una chiara identificazione del contenuto al momento dello scavo. Del resto, le tubazioni gialle erano già da tempo in uso in Gran Bretagna. Subito AEM le utilizzò per la posa nel centro di Milano”.

L’azienda è in grado di produrre tubi con diametro da 14 a 1.200 millimetri. Questo grazie a innovativi macchinari ad estrusione che, grazie a un processo esclusivamente termico-meccanico di fusione dei granuli di polietilene, non prevede impatti sull’ambiente e emissioni di inquinanti nell’atmosfera.

Inoltre, l’acqua di raffreddamento viene raccolta a ciclo chiuso in un sistema di canali sotto pavimento, per poi essere riutilizzata.

I tubi fuoriescono già con la colorazione e con il codice di identificazione, per poi essere tagliati, chiusi e impacchettati per la consegna, grazie ad un sistema produttivo ad alta robotizzazione.

Numerosi sono i settori di applicazione: distribuzione di acqua potabile e gas combustibili, fluidi industriali, scarichi fognari, distribuzione di gas, irrigazione, geotermia e teleriscaldamento. Il trasporto delle acque rimane il settore principale e copre più della metà del fatturato.

Fiore all’occhiello dell’azienda è ICU, Idrotherm Corporate University. Si tratta di un percorso di formazione che parte dalla produzione (capitolato tecnico) passa al controllo e ai test di laboratorio. Gli addetti vengono poi istruiti sulle procedure di saldatura, fusione e installazione finale. Il laboratorio interno si dedica, oltre al controllo del prodotto, anche alla ricerca di nuovi materiali e tecniche. Tra queste, si sta mettendo a punto un nuovo tubo di elevatissima resistenza meccanica che potrà essere installato senza la necessità del letto di sabbia. ICU Corporate University si rivolge ai responsabili progettazione, uffici tecnici, responsabili vendite, responsabili acquisti per effettuare incontri tecnici tematici, ed approfondire argomenti specifici relativi alle caratteristiche fisico meccaniche dei prodotti, benefits economici ed ambientali, alla normativa di riferimento vigente nel settore delle infrastrutture di reti. ICU Corporate University offre supporto nell’individuare le nuove opportunità applicative con diverse soluzioni per la gestione sostenibile dell’ambiente e le migliori Best Practices per perseguire gli obiettivi definiti nel protocollo Kyoto e la politica europea per l’energia.

Altra innovazione di grande rilievo di Idrotherm 2000 è l’installazione senza scavo (no dig), applicando la tecnologia di Trivellazione Orizzontale Teleguidata (TOT), che offre la possibilità di effettuare la posa di tubazioni riducendo al minimo il numero degli scavi da effettuare, evitando il danneggiamento delle strutture di superficie, maggior velocità di posa (con la riduzione conseguente dei costi di cantiere), riduzione dell’impatto ambientale e sociale (problemi di smaltimento dei materiali di scavo o di utilizzo degli inerti, interruzione della circolazione dei mezzi di trasporto), risparmi dei costi addizionali fino al 50% rispetto agli scavi a cielo aperto.

Come sottolinea Raffaella Sartini: ”Cerchiamo sempre l’eccellenza nella qualità, nel soddisfacimento di tutti i requisiti previsti dalla legislazione vigente, nello sviluppo di sistemi produttivi atti a ridurre i rischi in tutte le fasi del processo di produzione fino alla consegna e lo stoccaggio prodotto finito. Ci impegnamo a divulgare la conoscenza delle reti in materiali plastici, attraverso ICU Corporate University, organizzando Convegni e attività pianificate su misura. Abbiamo aderito volontariamente al modello D.Lgs.231/01 quale ulteriore garanzia sui nostri processi aziendali”.

A tale proposito è stato significativo l’intervento di Cino Serrao, Responsabile dei rapporti istituzionali per Idrotherm 2000: con l’aiuto di diagrammi, istogrammi e grafici, ci ha dimostrato come le infrastrutture di rete idrica e del gas in Italia siano a rischio rotture, soprattutto perché in ghisa.

La voragine del Lungarno a Firenze disegna il quadro dello stato dell’arte in Italia: servono, secondo Utilitalia, almeno 5 miliardi di euro di investimento all’anno per le reti idriche, mentre invece siamo a meno di un terzo.

Secondo i gestori idrici, ben oltre un terzo dell’acqua erogata si perde nei tubi (circa 40 litri ogni 100) con un livello di efficienza della rete che cambia in funzione dell’area geografica: mentre la dispersione più alta (fino al 55%) si raggiunge in Sardegna, Valle d’Aosta e Trentino Alto-Adige presentano un comportamento più virtuoso (rispettivamente 21 e 26% di perdite).

La media di investimento è di 34 euro/abitante all’anno (ridotta a 12 euro/abitante nel caso in cui la gestione sia affidata direttamente agli enti locali), contro una media europea compresa nell’intervallo 80-130 euro/abitante all’anno. Diventano evidenti i vantaggi delle condotte in polietilene: leggerezza, assenza di corrosione, flessibilità in movimentazione e posa, inerti dal punto di vista chimico, tratti di lunghezza elevata, resistenza meccanica alle onde sismiche.