Eugeni Quitllet è uno dei designer di Habitat, che ha aperto il primo store italiano all’interno di Milano CityLife Shopping District. Tre piani ospitano i grandi classici del catalogo Habitat affiancati da nuove linee, con un percorso fra arredi, imbottiti, accessori, tessili, lampade e decorazioni, non solo per la casa ma anche per ufficio e outdoor.

Fondato a Londra nel 1964 da Sir Terence Conran, giovane designer e restauratore, il primo Habitat è stato il precursore degli store d’arredamento monomarca, pensati per avvicinare il design ai giovani e al pubblico più ampio. Per questo Habitat si è sempre avvalso dei più rappresentativi designer contemporanei, segnando la storia dell’arredamento. Oggi è’ presente in tutta Europa con oltre 200 punti vendita e, da poco, ha aperto il primo store a Pechino.

Dal 2011 la direzione artistica è curata da Pierre Favresse, che si è occupato di scegliere, come collaboratori, alcuni famosi designer tra cui Eugeni Quitllet.

Al primo piano dello store Le Café Habitat si affaccia sulle spettacolari torri di CityLife ed è accessibile anche dall’esterno. E’ qui che ho incontrato Eugeni Quitllet, con il quale ho fatto una piacevole chiacchierata.

 

Di origini spagnole, catalane come tiene a sottolineare, Quitllet, si diploma in design d’interni alla Lllotja di Barcellona. L’intensa collaborazione dal 2001 con Philippe Starck sfocia nella creazione di numerosi prodotti a doppia firma: orologi per Fossil, occhiali per Mikli, lampade per Flos, sedie e mobili per Kartell, Driade, Cassina, Dedon, Xo, Alias. E’ Designer of the Year 2016 per Maison&Objet.

Siamo seduti proprio su un prodotto di sua creazione: STONE, sedia in polipropilene. Fa parte della prima serie in plastica monoblocco disegnata da Quillet in esclusiva per Habitat ed è stata scelta dal direttore artistico Favresse. Stone è infatti costituita da un unico pezzo di polipropileneed è perfetta sia per l’utilizzo in interni che per l’outdoor. Lo stesso Quillet mi dimostra che è anche impilabile, cominciando a sovrapporre alcune sedie.

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Come dice lui stesso: “Un prodotto deve saper parlare di sé deve dare un’emozione, che può essere interpretata come un particolare tipo di funzione. Il mio lavoro non è artigianale, ma si proietta nel futuro ed è strettamente connesso alla produzione industriale di serie e con le tecniche più avanzate”.

Chiedo se la collaborazione con Habitat continuerà e se ci sono altri progetti in cantiere: “Per la serie Stone è prevista una nuova finitura con verniciatura cromata e sarà introdotto anche lo sgabello. Per il 2018 la seduta sarà prodotta anche in nuovi Colori e finiture. Per quanto riguarda la mia collaborazione con Habitat, continuerà sicuramente”.

Il discorso passa poi alla situazione della Catalogna, patria di Quillet, e ai suoi propositi di indipendenza. Apprendo cose molto interessanti, ma questa è un’altra storia…

Ringrazio Eugeni Quitllet per l’intervista mentre lo vedo afferrare una sedia Stone per una fotografia dedicata!