Teresa Sapey : i colori dello spazio. Emozionare: modellare lo spazio per suscitare i sentimenti, utilizzando il gioco del colore con le luci, le forme, l’arte e la funzionalità dello spazio stesso.

Dai non-luoghi ai fashion store, dagli hotel ai luxury apartments, il colore infrange ogni tradizione e diventa libertà di espressione. Un parcheggio, una galleria, un ponte. Sono luoghi in cui tutti passano e nessuno mai si sofferma. Sono non-luoghi, punti di passaggio, anonimi e spenti, cui nessuno presta attenzione.

Ed ecco che in un attimo prendono vita, riscattati da un tocco di colore così intenso da lasciare senza fiato. E l’architettura diventa emozione. L’architettura diventa libertà fuori dagli schemi e ogni spazio si tinge di color Sapey. Non ci sono regole da seguire, non ci sono schemi tradizionali: ogni luogo, ogni spazio pretende nuove interpretazioni capaci di emozionare.  Così come un alchimista trasforma il metallo in oro, lei mescola, crea e trasforma forme e colori e ogni spazio si tinge di emozioni.

Tutto comincia nel 1990, a Madrid, quando Teresa Sapey riesce a coronare il suo sogno di essere un’artista, dando vita all’omonimo studio che porterà Jean Nouvel a ribattezzare la giovane architetta “Madame Parking” proprio per il suo contributo artistico nel parcheggio dell‘Hotel Puerta de America a Madrid dove partecipa nel 2004 assieme ad architetti star come Zaha Hadid, Norman Foster, David Chipperfield, Jean Nouvel, Ron Arad o Arata Isozaki.

Ed è così che Teresa Sapey lascia il segno in quelli che diventano i luoghi del paesaggio urbano contemporaneo, trasformandoli in distese di colore, cariche di energia e di positività, proprio come lei. Una personalità eclettica ed esplosiva, che fa dell’uso del colore la propria essenza, trasformando ogni pretesto in occasione di design. La sua originalità la porta a essere l’architetto designato per tre alberghi della catena Room Mate.

 

Nel 2007, vince il premio per Breakthrough Wallpaper Young Designer of the Year e nel 2008, le Nazioni Unite le concede il premio a New York. Lo stesso anno Teresa è invitata in qualità di osservatore alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2008 e partecipa al Congresso Mondiale di Creatività nella comunità islamiche a Dubai. Nel 2013 viaggia in Colombia per dare una serie di conferenze presso le principali università di architettura del paese e nel 2014 offre anche una serie di corsi di perfezionamento presso diverse università in Argentina e nel 2015 è stata invitata come insegnante in un workshop in Italia. Il lavoro dell’architetto è stato pubblicato in numerose testate nazionali e internazionali.

Nel 2009, Marie Claire Italia la include tra i nomi delle dieci donne che cambiano il mondo e, nello stesso anno, riceve il riconoscimento di Cavaliere della Repubblica da parte dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2010, Teresa ottiene il premio come ‘Miglior designer dell’anno’, grazie al suo coinvolgimento nello sviluppo di non-luoghi. Nel 2004, Mondadori Electa pubblica Sapore Sapey, una monografia che riassume il lavoro che ha dedicato durante i primi dieci anni. Nel 2010, Electa Mondadori pubblica il secondo monografico: Sapone Sapey.

Specializzata in architettura e design emozionale, Teresa Sapey mette in evidenza la curiosità che si è sviluppata nel corso degli anni per la progettazione di spazi energetici, per la creazione grafica ed il design di prodotto.