Le resine Gobbetto accendono di colore Il MuSa, Museo di Salò, sottolineando ancora di più la fervida bellezza delle opere protagoniste della mostra “Italianissima”, in corso dal 13 aprile al 9 dicembre 2018: una raccolta di oltre 80 dipinti del ‘900 appartenenti al Museo del Novecento di Firenze e per la prima volta in mostra fuori dalla sede fiorentina, che portano la firma di artisti tra cui Birolli, Campigli, Carrà, Casorati, de Chirico, de Pisis, Guttuso, Maccari, Mafai, Manzù, Marini, Marussig, Migneco, Paresce, Prampolini, Rosai e Scipione.

Una mostra generosa di capolavori artistici del ‘900, divisa in 6 sezioni che toccano tutto il panorama dell’arte, dalle scenografie urbane alle nature morte e ai nudi femminili, fino alla Seconda Guerra Mondiale che ha concluso quella che era la tradizione nazionale italiana. Una mostra che non si limita ad “appendere tele ai muri”, ma che coinvolge lo spettatore con l’uso del colore a pavimento e a parete, un colore solido, spesso, materico, quello delle resine Gobbetto.

Come mi spiega Stefano Morelli, curatore di Italianissima: “Le resine Gobbetto diventano il prolungamento delle pennellate delicate di Mario Mafai, dei bruschi contrasti cromatici di Renato Guttuso, delle poesie di Filippo de Pisis, delle provocazioni di Lucio Fontana, delle atmosfere sospese di Piero Marussig, dei sogni di Ottone Rosai, degli spazi metafisici di De Chirico”.

“Ma soprattutto raccontano una fiaba di colori che rende lo spettatore il vero protagonista dell’opera. Questo è quello che succede a chi entra in una stanza letteralmente dipinta di resina e si sente, anche solo per un attimo, dentro a un nuova dimensione. La dimensione dell’arte” .

Ma il connubio tra Gobbetto e Italianissima non si ferma all’interno del Museo di Salò ma trova voce anche in esterno, con una serie di installazioni in resina per il lungo lago di Salò, realizzate con l’artista italo-americana Giorgia Rocas Monaco, ultima, inedita, esponente della scuola romana.

Erede della Raffael, di Scipione, di Maffai, ne stempera il disperato espressionismo attraverso l’esotica ricerca delle sue origini sudamericane: delle installazioni che vogliono essere una riflessione in chiave contemporanea sulle opere d’arte esposte in museo, anticipando la suggestioni magiche e irreali che Italianissima riserva ai visitatori.

Un percorso espositivo vivacissimo e di grande impatto grazie al dialogo con i colori delle opere e ai giochi di tono delle colate di resina Gobbetto, utilizzate letteralmente per dare corpo agli ambienti. Un’azienda che da sempre ha fatto delle resine la sua arte…al servizio dell’arte in tutte le sue forme.

Italianissima è lo spaccato di un’importantissimi periodo storico, visto attraverso gli occhi dell’arte. Più che una mostra, un vero e proprio percorso cognitivo e sensitivo. Da vedere assolutamente!