Durante il Salone del Mobile di Milano, Massimo Bottura è intervenuto al fianco del Gruppo Grundig, di cui è ambasciatore. Lo chef è il patron di Osteria Francescana, votato come numero 1 al mondo nel 2016 e insignito di 3 stelle Michelin. E’ in quest’occasione che ho potuto intervistarlo.

Parlando di tecnologia in cucina, ho chiesto quanto è importante per lui: “La tradizione senza tecnologia non potrebbe esistere. La tecnologia ci aiuta a mantenere vivi i sapori di una volta, compresi i nutrimenti, le vitamine, le proteine e a conservare intatte le proprietà organolettiche degli alimenti. Mi considero colui che deve traghettare la memoria nel futuro, un futuro che affonda le proprie radici nella memoria”.

La nonna  di Bottura, Ancella, è stato il suo primo mentore in cucina. Per questo chiedo cosa ci sia ancora di questa tradizione familiare: “La memoria sicuramente. Mia nonna rappresenta per me un’ingenua ingegnosità dell’atteggiamento contadino che in cucina utilizzava tutto il possibile senza sprechi.

Il progetto del Refettorio Ambrosiano di Bottura, infatti, nato in occasione di Expo 2015 in collaborazione con Caritas, e battezzato con il nome di “Food for Soul, è stato destinato a contrastare lo spreco alimentare e aiutare le persone meno fortunate.

Ma qual è la tecnologia a cui Bottura non potrebbe mai rinunciare?Sono tanti i prodotti tecnologici che abbiamo a disposizione attualmente. L’importante è che i prodotti abbiano un design raffinato, una qualità eccezionale e una tecnologia innovativa. Devono essere belli! Queste sono tutte caratteristiche che contraddistinguono, da sempre, il Gruppo Grundig”.

Mi interessa sapere qual è l’innovazione tecnologica che ama di più utilizzare: ”Oggi sta per entrare in produzione una semplice APP collegata al frigorifero che ti segnala i prodotti in scadenza. Puoi quindi organizzarti il pranzo sulla base di ciò che devi utilizzare per primo. Tutto ciò nell’ottica di mangiare cibo stagionale, spendere meno, combattere lo spreco e mangiare meglio. Zero Waste, insomma”.

In questo momento il Gruppo è sempre più rivolto alla produzione di elettrodomestici in linea con la filosofia “respect food” per mantenere i cibi freschi più a lungo consumando meno e nutrendo di più. E questo è un tema molto caro a Massimo Bottura: “L’enorme spreco di cibo a cui assistiamo ogni anno, raggiunge il 33% della produzione mondiale. Per me, che con impegno e dedizione mi adopero a creare piatti meravigliosi con ingredienti ordinari, non c’è niente di peggio di veder buttare così tanti alimenti. Gli ingredienti che abbiamo a disposizione, se non particolarmente freschi, non sono da considerare spazzatura, ma opportunità da sfruttare al meglio”.

Ed è proprio con la creatività ed il talento che i grandi cuochi si mettono al servizio di dei meno fortunati, permettendo loro di godere della buona tavola, come dimostra “Food for Soul”, il progetto culturale si impegna contro lo spreco alimentare, sostenendo i meno abbienti.

Ringrazio Massimo Bottura per l’intervista.