Redesco: “Sotto la pelle del progetto” porta l’ingegneria strutturale a Bookcity Milano con un affascinante e inedito viaggio dentro le strutture di alcuni edifici che hanno cambiato lo skyline delle città. Protagonista l’eccellenza del fare italiano, un misto di competenza tecnologica, visione e creatività capace di innovare, sperimentare e realizzare infrastrutture ed edifici complessi.

 

L’incontro “L’anima delle costruzioni. Il pensiero dietro alle strutture complesse che danno anima e forza agli edifici che hanno cambiato lo skyline delle nostre città”  a Bookcity Milano domenica 18 novembre, alle 10.30, presso La Saletta Lab de La Triennale di Milano, vuole riportare al centro dell’attenzione il ruolo e soprattutto la necessità che l’ingegneria sia interlocutore autorevole e sinergico dell’architettura, in continuità alla tradizione italiana della “cultura politecnica”, in cui due anime – umanistica e scientifica – non sono contrapposte ma complementari. Occorre ribadire il ruolo fondamentale dell’ingegneria delle strutture, quel complesso di saperi e conoscenze grazie al quale le opere possono ergersi e durare nel tempo.

Il dibattito vuole infatti guidare il pubblico lungo un percorso per immagini fotografiche di cantiere, disegni e schemi tra i progetti più rappresentativi di Redesco per raccontare la necessaria e affascinante relazione tra atto creativo e metodologia progettuale, gettando luce sul ruolo e la responsabilità del progettista.

Un esempio è la Torre di Zaha Hadid: un sistema strutturale che ha richiesto di affrontare importanti sfide per rispondere alle richieste di architettura, sicurezza, economia, funzionalità e costruibilità. “Abbiamo prima risolto la torsione della torre, generate dalla inclinazione delle colonne attorno al nucleo, scegliendo nel contempo i materiali, le forme ed i metodi costruttivi più efficienti – spiega l’ingegnere Giuliani. “L’ingegneria strutturale coniuga concretezza e immaginazione, e crea valore attraverso la profondità della conoscenza e il coraggio dell’invenzione”.

Se l’architettura e la sua capacità di immaginare il futuro con forme sempre più audaci e complesse è da sempre al centro del dibattito, poca attenzione viene invece rivolta alla competenza tecnologica e di visione dell’ingegneria. La struttura di edifici, ponti o torri è compito di una categoria di professionisti progettisti che devono rendere possibili – quindi reali e sicure – le costruzioni, opere infrastrutturali o realizzazioni complesse. Di questo e del compito dell’ingegneria di concretizzare una forma sotto la pelle del progetto, si parlerà durante l’incontro.

Punto di partenza è il volume , edito da Skira e curato dagli architetti Luca Molinari e Anja Visini “Strutture complesse, libero pensiero”, una monografia sui progetti di Redesco Structural Engineering (REsearch + DESign + COnsulting), uno dei principali studi di ingegneria strutturale, che ha firmato le strutture di alcuni tra gli edifici simbolo della storia recente di Milano (Area Ex Varesine, Milano Expo Gate, headquarter di Ermenegildo Zegna e L’Oreal, Torre Libeskind) ed è noto in particolare per la Torre di Zaha Hadid Architects a Milano e la nuova sede BNL a Roma di 5+1 AA.

L’incontro sarà condotto dall’architetto Luca Molinari con la partecipazione, insieme all’Ingegnere Mauro Eugenio Giuliani, Direttore tecnico di Redesco, dell’architetto e scrittore Gianni Biondillo. Profondo conoscitore di Milano, tanto da esser diventato testimonial di un viaggio a piedi per le vie e i quartieri della città per svelarne il lato più intimo, Biondillo accompagnerà il pubblico in un altro curioso viaggio, un tour intimo e intenso tra i progetti che hanno caratterizzato lo skyline di Milano visti e raccontati dall’interno.