Ha appena preso il via SURREALISMO SVIZZERA, la mostra presso il Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) a Lugano, organizzata in collaborazione con l’Aargauer Kunsthaus. Fino al 16 giugno sarà possibile passare in rassegna una retrospettiva di centinaia di opere, tra cui dipinti, disegni, documenti e sculture.

a cura di Monika Kollarova

  

La mostra Surrealismo Svizzera si incentra su una selezione molto focalizzata di autori svizzeri e sul loro contributo e ruolo nell’ambito del surrealismo internazionale, indagando sulle varie problematiche di questo  variegato panorama. Una particolare attenzione viene data a due imprescindibili maestri  Hans Arp e Paul Klee che – attraverso le proprie pratiche artistiche – erano considerati i percursori del surrealismo, prima che il poeta francese André Breton nel 1924 fondasse ufficialmente a Parigi questo movimento d’avanguardia, appoggiandosi al precedente dadaismo.

       

La presenza di molti elvetici a Parigi, che negli anni venti e trenta del secolo scorso sceglievano la capitale francese per lanciare la propria carriera artistica, influisce sulla formazione e identificazione della loro espressività e allo stesso tempo fornisce un importante contributo al surrealismo. La mostra ospita i principali artisti svizzeri, sia membri effettivi del movimento parigino – Alberto Giacometti, Serge Brignoni, Gérard Vulliamy, Kurt Seligmann e Meret Oppenheim  – che i portavoce della nuova arte in Svizzera, ad esempio Otto Abt, Max von Moos, Walter Johannes Moeschlin, Werner Schaad, Otto Tschumi, Walter Kurt Wiemken.

Il forte legame tra gli artisti svizzeri basati a Parigi e quelli di casa favorisce la diffusione e lo sviluppo delle idee surrealistiche anche in Svizzera e promuove negli anni tra le Guerre mondiali – caratterizzati da un contesto politico e sociale conservatore – la nascita di gruppi progressisti come Gruppe 33 nel 1933 al quale aderirono tra gli altri Otto Abt, Walter Bodmer, Walter Kurt Wiemken e Meret Oppenheim; o gruppo Allianz – Vereinigung moderner Schweizer Künstler nel 1937, con la partecipazione di Ernst Maass, Leo Leuppi e Hans Erni.

       Le tematiche chiave del surrealismo evidenziate nella mostra si concentrano sull’universo interiore dell’uomo, coinvolgendo il mondo dei sogni, le angosce, la spiritualità, le fantasie, i desideri, le ossessioni, la sessualità, giungendo a forme e creazioni del tutto nuove. Si distinguono due linee principali: quella astratta – che si esprime con forme amorfe in cui assume importanza la metamorfosi – e quella verista che punta sui contenuti attraverso uno stile pittorico figurativo, anche molto preciso. 

Come asserisce Francesca Benini, la co-curatrice di Surrealismo Svizzera, il titolo non è frutto di un errore di concordanza linguistica, ma vuole sottolineare che non si riferisce alla formazione di un raggruppamento circoscritto nel paese. Esiste un Surrealismo Svizzero? Pur essendosi concretizzato soltanto nell’arte visiva, ha comunque imposto una forte presenza ed impatto, attraverso molti artisti che hanno aderito in modi diversi al pensiero e alle teorie surrealistiche su tutto il territorio svizzero.

 

Surrealismo Svizzera  10 febbraio – 16 giugno 2019

Orari:

Martedì – Domenica: 10:00 – 18.00

Giovedì: 10.00 – 20.00

Lunedì chiuso

Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI), Lugano

LAC Lugano Arte e Cultura

www.masilugano.ch

www.luganolac.ch