Leonardo Horse Project: i Cavalli di Design, ideato da Snaitech e patrocinato dal Comune di Milano, prende vita all’interno dell’Ippodromo Snai San Siro, in occasione della Milano Design Week 2019.

E’ proprio all’Ippodromo di San Siro, infatti, che è custodita la statua equestre progettata da Leonardo Da Vinci e realizzata nel 1999 dall’artista giapponese Nina Akamu. In omaggio a Leonardo da Vinci, Cristina Morozzi, ha selezionato tredici designer internazionali, chiamati a interpretare le repliche del Cavallo a grandezza naturale, attraverso la propria sensibilità progettuale.

I Cavalli di Design verranno esposti e svelati nella serata inaugurale del 10 aprile aperta dalla performance di Lele Sacchi e proseguita dal back to back tra Marcelo Burlon e un international special guest. Nel corso della serata il Cavallo di Leonardo sarà protagonista di uno show di video-mapping che ne ripercorre la storia e il progetto. L’installazione all’Ippodromo sarà accompagnata inoltre da una mostra multimediale realizzata in collaborazione  con  il  Museo della Battaglia e di Anghiari con la curatela di Gabriele Mazzi, direttore dello spazio museale toscano.

Vito Nesta

Prospettiva di Perdiment: l’ispirazione è Leonardo pittore dei dettagli. Con il progetto Prospettiva di Perdiment Vito Nesta sceglie uno dei quadri più conosciuti di Leonardo, la Gioconda, concentrandosi sullo studio del paesaggio che circonda la misteriosa figura femminile. La grande veduta paesistica della campagna toscana diviene così decoro pittorico della livrea del cavallo, in cui il protagonista è il ponte di Buriano raffigurato da punti di vista diversi in entrambi i fianchi della figura equestre.

Markus Benesch

Colornori, dal coreano giocare con il colore, è il nome del progetto realizzato dal designer tedesco. I nastri colorati e infiniti avvolgono tutta la superficie e visualizzano il movimento vigoroso del cavallo divenendo così decoro del suo manto dal muso fino ad arrivare agli zoccoli. La ricerca giocosa e la sperimentazioni con forme e cromie sono gli aspetti con cui Markus Benesch decide di omaggiare la versatilità del genio leonardiano.

Roberto Fragata

Il Caval donato –  Watching Into His Mouth è il claim che lo stilista utilizza per sottolineare, con vena ironica e lievemente dissacratoria, il rispetto con cui si è avvicinato al progetto aggiungendo contenuti all’opera di Leonardo. Ne fa una vera e propria decorazione, discostandosi dalla sua espressione scultorea aggiungendo contenuti all’opera leonardesca e realizzando un cavallo dalla livrea dorata, decorata da un neon fluorescente dalle tonalità pop.

Mario Trimarchi

Eterno: nascosto per cinquecento anni, il cavallo conosce l’eterno e contiene in sé le rughe dei secoli; coperto di fossili veri e immaginari, che spaziano dalle grotte di Altamira allo stemma degli Sforza, ci guarda sospeso in un istante sospeso. Sulla zampa anteriore alzata, un uovo in equilibrio instabile ci racconta l’adesso. I tratti neri ossessivi che ricoprono il suo manto lo sospendono dalla dimensione di monumento tridimensionale, per riportarlo alla sua origine nobile di sogno disegnato.

Elena Salmistraro

Napayshni ci porta in America, con la volontà dettata da ammirazione e  consapevolezza,  di  allontanarsi  sia  geograficamente  sia  idealmente  dal  lavoro  di Leonardo. La venerazione e il rispetto per i cavalli, ripresa dalla cultura dei nativi americani, si traduce in simboli carichi di magia, che mediante una sorta di armatura conferiscono poteri superiori. Il Cavallo di Leonardo diviene così il condottiero vincente, il protettore della comunità, il Cavallo tra i cavalli.

Serena Confalonieri

Nereo:  un guerriero fiero e deciso, ma anche colorato e gentile racconta i colori e l’energia di tante culture, la guerra e la calma. Il suo vestito contamina il design e la moda, la tecnica e la fantasia. Nereo, il cavallo di Serena Confalonieri è un tributo a Milano, la metropoli sfaccettata che accoglie e respinge, che produce e che crea, in grado di calcolare ma anche di immaginare, come faceva Leonardo.

Marcel Wanders

In the Shadow of Leonardo I Feel Like a Magician. Le innovazioni di Da Vinci sono sempre state una fonte di ispirazione per Marcel Wanders, una guida a cui affidarsi tanto per il passato quanto per il futuro. Il designer olandese decide di avvicinarsi al progetto realizzando una riproduzione di se stesso in sella al cavallo nelle vesti di mago colto nell’atto di estrarre un coniglio dal cappello.

Matteo Cibic

Gorge Horse: la visione rivoluzionaria di Leonardo applicata tanto alla tecnologia quanto all’arte e il suo eterno vagare tra arti e scienze, sono gli elementi che ispirano e attraggono Matteo Cibic. Il designer, affascinato dagli studi sulle figure equestri, realizza il suo progetto in chiave ornamentale. L’oro diviene l’elemento centrale di una decorazione minimalista che passa attraverso l’esaltazione di alcuni elementi: la gorgiera, che gli cinge il collo le staffe di buon auspicio, il morso e gli zoccoli

Andrea Mancuso | Analogia Project

Horse Couture: una preziosa gualdrappa, che richiama la tradizione medievale e rinascimentale, orna il cavallo nato dalla collaborazione tra Andrea Mancuso e lo studio di moda Miaoran. I tessuti, della storica casa veneziana Rubelli, diventano protagonisti e avvolgono completamente la silhouette del cavallo, creando un pattern di colori e fantasie differenti. Un omaggio all’attenzione e alla sperimentazione in ambito tessile di Leonardo, inventore del primo telaio con spoletta.

Simone Crestani

Narciso: l’unicorno  di  Simone  Crestani,  abbagliato  dallo  scintillio  del  suo  corno,  si  rallenta nell’illusione di una migliore apparenza. Incapace di impennarsi e sfidare il nemico, la sua vanità finisce col costringerlo a testa bassa. Il corno è realizzato in vetro lavorato a mano applicato ad una maschera in cuoio nero che copre il muso mentre agli zoccoli sarà applicata la foglia d’oro.

Antonio Marras

Boristene – Lo stilista decide di vestire il Cavallo di Leonardo per ripararlo e proteggerlo. Le coperte militari divengono l’ideale protezione della scultura equestre. La trama di ogni coperta  viene  tagliata,  cucita  e  ornata  con  dettagli  ed  elementi  recuperati  da  abiti già esistenti: il vissuto di ogni elemento concorre a creare una storia nuova.

Daniele Papuli

Eolonard: nasce dall’anagramma tra il nome di Leonardo e quello di Eolo, dio dei venti. Il cavallo di Daniele Papuli eredita il sogno tutto leonardiano di librarsi nell’aria, superando i limiti della materia. Il designer realizza così una struttura alare in polipropilene, capace di muoversi per accentuare, in un gioco di sovrapposizioni lineari, il movimento di rotazione e il dinamismo delle ali accompagnate da un frammento di cielo blu.