L’architettura di Balkrishna Doshi al Vitra Design Museum con una retrospettiva che ripercorre più di 60 anni di attività del rinomato architetto e urbanista indiano considerato uno dei pionieri dell’architettura moderna nel subcontinente asiatico.

A cura di Monika Kollarova

Sarà aperta al pubblico fino all’8 settembre presso il Vitra Design Museum la mostra “Balkrishna Doshi: Architecture for the People”. Non è un caso che lo spazio espositivo del prestigioso complesso Vitra Campus in Germania abbia deciso – proprio nell’anno del suo trentesimo anniversario – di focalizzarsi sulla figura e sul lavoro di questo personaggio così multiforme e significativo.

Emerge infatti anche come artista, insegnante, filosofo e promotore dell’atteggiamento umanista, al centro del quale domina il benessere dell’uomo, senza distinzioni di classi economiche e sociali. A rendere ulteriore onore a Balkrishna Doshi è il Premio Pritzker, assegnatogli nel 2018 all’età di 90 anni, che lo vede come il primo architetto indiano ad ottenere il più elevato riconoscimento in Architettura.

Percorrendo la mostra “Architecture for the People”, che rappresenta il primo omaggio al di fuori dell’Asia per Balkrishna Doshi, si attraversano quattro aree che illustrano vari temi, legati ai suoi numerosi progetti realizzati dal 1958 al 2014 e racchiudono una vasta tipologia di opere architettoniche. Alla ricca esposizione di disegni, modellini e opere d’arte, si affiancano anche foto, filmati e installazioni spaziali. Una cronologia completa della carriera di Doshi, che evidenzia la sua stretta relazione e collaborazione con altri influenti architetti, come Le Corbusier e Louis Kahn.

L’esposizione si apre presentando uno dei progetti chiave di Doshi, il campus universitario del “Centre for Environmental Planning and Technology” di Ahmedabad. Tra gli edifici più rappresentativi spunta “School of Architecture”, fondata da Doshi nel 1968, che sviluppa l’idea di favorire il dialogo fra studenti e insegnanti in uno spazio aperto senza rigide suddivisioni spaziali. La galleria d’arte del campus “Amdavad Ni Gufa” (1994) fornisce una risposta su come affrontare le temperature tropicali del clima locale. La sua struttura parzialmente sotteranea e a cupole di varie dimensioni (il nome “gufa” significa “grotta” in lingua gujarati) viene costruita con prodotti di scarto, grazie al contributo manuale di operai non specializzati.

La seconda sezione esamina l’architettura nel ruolo del motore del cambiamento sociale. Il complesso residenziale “Aranya” (1989), realizzato come progetto modello – e che oggi conta oltre 80.000 abitanti – comprende un nuovo approccio, sviluppato da Doshi sull’insegnamento di Mahatma Gandhi, basandosi sulla partecipazione dei futuri residenti, che possono ampliare o trasformare gli spazi abitativi secondo le proprie esigenze, preferenze e possibilità economiche. Altro esempio di efficienza è l’abitazione di Doshi “Kamala House” (1963) in Ahmedabad, spaziosa ed economica, dove tutti gli ambienti sfruttano la luce solare, mentre i muri esterni schermano dal calore estivo.

Anche il mondo delle opere istituzionali vanta numerose partecipazioni di Balkrishna Doshi. Iniziando dal suo studio “Sangath” (1980), un’oasi di pace fra i grattacieli e la ferrovia sopraelevata della frenetica cittadina di Ahmedabad, che svolge un ruolo multifunzionale, con la possibilità di trasformarsi in breve tempo in una sala conferenze o da concerto. Un altro importante contributo di Doshi si rispecchia nell’ “Indian Institute of Management” di Bangalore (1977, 1992), famoso per aver contribuito allo sviluppo economico del paese. In questo affascinante concetto architettonico – con corridoi e cortili ricchi di verde e un ingresso illuminato da luce naturale – l’impressione dello spazio interno viene modificata a seconda dei diversi momenti della giornata.

I maggiori progetti urbanistici di Doshi prendono posto nell’ultima sezione. Esalta il complesso residenziale di 15.000 appartamenti Vidhyadhar Nagar (1984) nello stato del Rajasthan (India settentrionale), che unisce principi urbanistici tradizionali ad esigenze attuali. Insieme alle scuole, ai centri sanitari e ai parchi giochi il complesso viene concepito come città ad alta efficienza energetica e l’impiego di elementi architettonici in sporgenza e balconi in pietra naturale contribuisce a migliorare il microclima.

Il richiamo alle proprie origini e ai vari fattori della società indiana, evidenti nella mostra “Architecture for the People”, hanno svolto un ruolo fondamentale nella filosofia e nelle realizzazioni di Balkrishna Doshi. Il suo vocabolario architettonico però non è monotematico, ma cerca di unire la tradizione locale con il moderno linguaggio occidentale, la semplicità con soluzioni funzionali ed efficienti, senza mai dimenticare la sosteniblità.

Questa retrospettiva non illustra soltanto un compendio del passato, ma si pone soprattutto come prezioso insegnamento per il futuro e una riflessione su innumerevoli aspetti sociali, etici, religiosi e culturali.

Balkrishna Doshi: Architecture for the People

30 marzo – 8 settembre 2019

Vitra Design Museum

Charles-Eames-Straße 2 – Weil am Rhein – Germania

www.design-museum.de