L’opportunità di degustare i vini dell’Alsazia a Milano ha permesso di scoprire in una cena alcuni suoi Crémant in abbinamento ad aperitivi, seguiti poi, nel corso della serata, da altri vini ottenuti da Riesling a Gewürztraminer e Pinot Gris, talvolta da vendemmia tardiva.

di Giovanna Moldenhauer

I commenti d’importanti figure di riferimento, un’introduzione del contesto produttivo, precedono la cena nei suoi diversi momenti e le caratteritiche dei diversi vini assaggiati. I vini d’Alsazia si raccontano in primo luogo anche grazie alla tipica bottiglia alsaziana (detta la flûte del Reno, ndr) riconoscibile grazie alla sua forma slanciata, obbligatoria per tutti i vini fermi. Inoltre dal 1972, con l’obiettivo di rinforzare il legame con il territorio, i vini possono essere imbottigliati solo nella regione.

Il parere del Responsabile Export del CIVA – Conseil Interprofessionnel Vins d’Alsace – Foulques Aulagnon, in merito alle tipicità e ai terroir della regione è questo “Produciamo vini bianchi e un solo rosso, il Pinot Nero, con un’acidità tartarica accentuata, strutturati e allo stesso tempo aromatici. I Vini d’Alsazia si contraddistinguono per la loro purezza e anche nel caso di utilizzo di legno nuovo quest’ultimo non assume mai un carattere predominante. D’altra parte i vini d’Alsazia sono il frutto di terreni con una formazione geologica fortunata e particolare, che le trasformazioni secolari hanno trasformato in un suolo ricco e generoso in cui si mescolano 13 diversi tipi di terreno unici al mondo. Una complessità rara, che significa da un lato grande esperienza da parte dei produttori tramandata di generazione in generazione, e che influenza il modo di produrre vino. Questi vini con i loro profumi e aromi sorprendenti, dai più leggeri ai più importanti, sono delle ottime alternative nella scelta dei consumatori italiani da sempre alla ricerca di novità”, e conclude “Il pubblico italiano è curioso e ama molto gli Alsaziani, posizionandoli come vini gastronomici, li considerano ottimi alleati in fatto di abbinamento cibo – vino, come nella tradizione francese più classica”.

Andrea Zarattini ,Ambasciatore di questi vini in Italia, commenta “Quando ci si avvicina ai vini d’Alsazia vale la pena ricordare che parliamo di vini e soprattutto di vitigni che hanno avuto un passato, anche molto remoto, particolarmente complesso che ancora oggi esercita la sua influenza. Durante la Guerra dei Trent’anni, per esempio, i continui saccheggi dei vari eserciti hanno praticamente distrutto le produzioni a bacca rossa, sostituite successivamente per la maggior parte con vitigni bianchi” e continua “L’Alsazia è stata una regione a lungo contesa tra Francia e Germania, e quindi spesso territorio di scontro e di conflitto. Ben dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, negli anni tra il 1975 e il 1980, si procede a una riorganizzazione amministrativa e di regolamentazione delle denominazioni, mentre continua la coltivazione delle vite, riavviata in modo organizzato e su larga scala: un bellissimo segnale di come una tradizione antica abbia trovato la forza per rinascere e addirittura migliorare. È sempre interessante tenere in considerazione il contesto storico, perché ci aiuta a capire anche i mutamenti culturali di una regione. In un bicchiere di vino sono spesso racchiusi molti valori che spesso diamo per scontati e che ci aiutano ad apprezzarne meglio la sostanza. I vini d’Alsazia meritano una riflessione anche in questo senso”.

Presentiamo dapprima una breve presentazione del contesto particolare con un’esposizione e un clima privilegiati.

Il vigneto alsaziano gode della vicinanza dei Vosgi e di colline caratterizzate da un’altezza media tra i 200 e i 400 metri. Le esposizioni a sud e a sud – est, più frequenti, così come l’altezza particolarmente elevata delle vigne, offrono all’uva un irradiamento costante, al massimo della sua portata. La barriera naturale delle montagne ripara le vigne e ha un duplice effetto sul clima, molto particolare che si ritrova in tutta la regione. Da un lato i Vosgi limitano le influenze oceaniche rinforzando la presenza di un clima continentale (estati calde e inverni freddi). Nella globalità le temperature sono ideali per la vigna (appena sopra i 10° durante il periodo vegetativo) e fanno sì che Colmar sia in una posizione molto più favorevole rispetto a Dijon oppure a Reims. Inoltre i venti provenienti da ovest hanno la tendenza a rallentare le precipitazioni abbondanti dalla parte occidentale delle montagne e a scendere, seccando i vigneti, la zona di Colmar si caratterizza così per la pluviometria più bassa di Francia (550 mm annuali di pioggia). Se questo clima secco è particolarmente adatto allo sviluppo vegetativo, è dovuto al fatto che le vigne danno il meglio di sé proprio in condizioni poco favorevoli dato che necessitano di poca acqua e si sviluppano su suoli poveri, sassosi, impervi. Le precipitazioni deboli permettono di contenere i trattamenti sulla vigna e l’inquinamento ha difficoltà a svilupparsi. Il clima in Alsazia si caratterizza per l’alternanza di giornate calde e notti fresche, condizioni propizie alla maturazione lenta e prolungata dell’uva, favorendo lo sviluppo di aromi complessi e la conservazione della freschezza e del frutto, che danno vini strutturati che ruotano attorno ad un’acidità matura. Non bisogna poi dimenticare che l’esposizione sulle colline, la loro pendenza, la capacità di immagazzinare calore, tipica del suolo, la protezione da parte dei rilievi, l’influenza di una riva, sono tutti fattori che induco alla nascita di diversi micro – clima, di cui beneficiano in primo luogo i Grand Cru.

Presentiamo ora i diversi vini serviti durante la cena introducendo le tipologie per meglio capirli.

Nell’aperitivo di benvenuto serviti con “Piccolo tacos di ricciola in cevice” :

  • Domaine Bott-Geyl  AOC Crémant d’Alsace Extra-brut Absolu Grande Cuvée
  • Domaine Maurice Schoech AOC Crémant d’Alsace 2016 Bulles de Granite
  • Domaine Frédéric Mochel AOC Crémant d’Alsace 2015

Crémant d’Alsace

Bianchi, Rosé o Blanc de Noir, Brut o Millesimati, i Crémant d’Alsazia si distinguono per la finezza delle bollicine, la freschezza delicata, la raffinatezza degli aromi. Hanno un perlage fini e regolare. I profumi sono di frutti bianchi (mele, pere), di pesche e albicocche. Si percepiscono allo stesso tempo note di frutta secca, di fiori bianchi o di brioche. In bocca si ritrova la freschezza fruttata percepita al naso, apprezzando anche il volume del vino e la sua delicata effervescenza.

Come antipasto con “Petto d’anatra, rabarbaro e salicornia” abbinato a :

  • Gustave Lorentz AOC Alsace Pinot Noir Rosé 2018 Le Rosé
  • Dopff au Moulin AOC Crémant d’Alsace 2015 Blanc de Noirs
  • Allimant-Laugner AOC Crémant d’Alsace Rosé
  • Domaine Rémy Gresser AOC Alsace Muscat 2018 Lieu-dit Brandhof

Pinot Noir

Nell’insieme dei grandi bianchi d’Alsazia, si distingue un assolo: vinificato in rosé o in rosso, il Pinot Noir si esprime con la sua massima finezza. Nella sua versione Rosé è secco, delicatamente fruttato, con aromi di ciliegia, di lampone o di mora.

Muscat d’Alsace

Vino dal colore giallo chiaro. È uno dei vini dominati da aromi primari. La potenza olfattiva fa innegabilmente pensare all’acino dell’uva. L’intensità del frutto è spesso completata da sottili note floreali. Vinificato secco, questo vino presenta una texture limpida e fresca che ricorda la croccantezza del frutto. Un vino spontaneo e profumato.

 Come primo piatto “ Risotto, tartufo e tartara di gamberi” abbinato a :

  • Allimant-Laugner AOC Alsace Grand Cru Praelatenberg Riesling 2016
  • Domaine Frédéric Mochel AOC Alsace Grand Cru Altenberg de Bergbieten Riesling 2016 Cuvée Henriette
  • Domaine Bott-Geyl AOC Alsace Grand Cru Schoenenbourg Riesling 2016
  • Gustave Lorentz AOC Alsace Grand Cru Kanzlerberg Riesling 2015

Riesling d’Alsace

Il vestito è giallo pallido con riflessi verdi brillanti che ne sottolineano la freschezza caratteristica. Il bouquet esprime grande finezza, razza, con sottili aromi di frutta (limone, citronella, pompelmo, pesca, pera, frutta in composta) e fiori (fiori  bianchi, tiglio, ortica bianca) o ancora anice, cumino, liquirizia e finocchio. Nella sua evoluzione, il Riesling è unico perché in funzione del suolo sul quale è cresciuto, sviluppa aromi minerali (pietra da fucile, silicio, petrolio).  Questi aromi si ritrovano anche nei vini cosiddetti di terroir come i Grand Cru e i Lieu – dit. Questo vino secco è verticale. È costruito attorno ad una bella vivacità apprezzabile dall’inizio sino alla fine della degustazione, il fine bocca è apprezzabile per l’ampiezza.

Come secondo piatto “Filetto alla Rossini  in chiave moderna” abbinato a :

  • Sipp-Mack AOC Alsace Pinot Noir 2017 “Vieilles Vignes”
  • Domaine Rémy Gresser AOC Alsace Pinot Gris 2018 Lieu-dit “Brandhof”
  • Domaine Maurice Schoech  AOC Alsace Grand Cru Kaefferkopf 2017 composto da 25% Riesling e 75% Gewürztraminer.

Pinot Noir

Nell’insieme dei grandi bianchi d’Alsazia, il Pinot Noir vinificato in rosso esprime con la sua massima finezza. Una fermentazione più lunga, eventualmente in botte di rovere, per un vino equilibrato e corposo, di colore sostenuto e dagli aromi di frutta matura e di cuoio.

Pinot Gris d’Alsace

Questo vino pieno di nobiltà ha carattere che gli permette non di rado di rimpiazzare vantaggiosamente un vino rosso. Nel calice questo vino possiede spesso un bell’aspetto giallo-dorato. Generalmente poco intenso ma di una grande complessità aromatica, sviluppa delle note affumicate tipiche e sentori golosi di frutta secca, albicocca, miele, cera d’ape. Il Pinot Gris d’Alsazia si apre totalmente già nel calice svelando tutta la sua complessità. Un vino, ampio e carnoso, sostenuto da una tensione dolce, è rotondo e nell’insieme ben strutturato. La fine di bocca è lunga e ben equilibrata.

Come dessert “Viola. Variazione di lampone, cioccolato e amarena” abbinato a :

  • Domaine Neumeyer AOC Alsace Grand Cru Bruderthal Gewürztraminer 2017
  • Domaine Neumeyer AOC Alsace Gewürztraminer 2016 Lieu-dit “Stierkopf – Taureau”
  • Dopff au Moulin AOC Alsace Grand Cru Brand Gewürztraminer 2015
  • Sipp-Mack AOC Alsace Vendanges Tardives Pinot Gris 2016

 Gewurztraminer d’Alsazia

Probabilmente il più celebre dei Vini d’Alsazia è riconosciuto per le sue caratteristiche aromatiche eccezionali. L’aspetto è intenso, giovane con dei leggeri riflessi dorati. Il colore rosato delle sue uve influenza naturalmente quello del vino. Si presenta per vasta gamma aromatica, ricca ed esuberante. Il bouquet è complesso e potente. È un’esplosione di frutta esotica (frutto della passione, ananas, mango), di fiori (la rosa specialmente), d’agrumi e di spezie. Una materia ampia e soave rivela tutta l’esuberanza e la complessità di questo vino di carattere. La sua trama densa è armoniosamente sostenuta da una freschezza che si fa più discreta rispetto agli altri vini d’Alsazia. In bocca come al naso, si ritrovano gli aromi esotici che ravvivano il palato.

Vendanges Tardives

L’aspetto è intenso e di un bel giallo dorato. Il naso è dominato da note concentrate. Si mischiano magnificamente degli aromi di mela cotogna, caramello, frutti esotici. L’impatto è setoso, cremoso, il vino ha un buon equilibrio tra ricchezza e finezza. Al finale si apre in una voluttuosa intensità.