Come nasce un mosaico? Ce lo spiega la mosaicista Veronica Pollini, titolare di Veronica Pollini Mosaici, che abbiamo seguito durante la realizzazione di un pannello musivo dal titolo “Gru Giapponesi”

Nel laboratorio di Veronica Pollini abbiamo visto nascere e completarsi un pannello in mosaico di vetro che si ispira ai disegni naturalistici tipici della pittura giapponese del periodo Edo. Sono proprio due caratteristiche gru il soggetto dell’opera.

Per il  mosaico Gru Giapponesi – racconta Veronica – è stato necessario scegliere materiali piuttosto preziosi, ovvero vetri specchiati. Questo per rendere al meglio l’immagine iniziale.  Le tonalità spaziano dall’ oro al rame per lo sfondo, e verde chiaro per le foglie. La scelta di utilizzare solo vetro e non, ad esempio, smalti veneziani per un mosaico di queste dimensioni, mi ha dato la sicurezza di poter rendere in modo fedele anche particolari molto piccoli come, ad esempio, gli occhi”.

Una delle migliori caratteristiche del mosaico è la versatilità. E’ possibile, infatti, riprodurre un determinato soggetto su qualunque tipo di superficie compiendo opportune scelte stilistiche e la tecnica (diretta o indiretta) è una di queste. In questo caso è stata utilizzata la tecnica diretta, ovvero il mosaico è stato composto su rete. In questo modo è possibile vederne subito il risultato finale, man mano che le tessere vengono incollate. Nessuno strumento meccanico: tutti i materiali sono tagliati a mano, come ci tiene a precisare.

La realizzazione di un mosaico si caratterizza per la sua lentezza – continua Veronica – e quindi per la pazienza di tagliare a mano e accostare una tessera all’altra fino alla fine del lavoro. In questo caso il lavoro non è certamente stato breve. Per la mia esperienza ogni mosaico è unico e ogni volta scelgo il giusto mix materiali, supporti e collanti a seconda di dove sarà collocato e di quale effetto si vuole ottenere”.

In questo caso per comodità, per avere in ogni momento sotto al mosaico il disegno originale come riferimento, il mosaico è stato lavorato su rete. Successivamente, è stato staccato per essere collocato sul supporto definitivo , in questo caso un pannello di legno.

Come ci spiega veronica, una caratteristica fondamentale del mosaico è la rifrazione della luce. Guardando i suoi lavori si notano i giochi di luce creati: “Un mosaico non sarà mai identico a se stesso se cambia il punto di vista dal quale lo si guarda, per questo le tecniche attuali di riproduzione delle immagini difficilmente riescono a rendere la tridimensionalità e gli effetti di luce e di movimento di un mosaico in modo adeguato, in modo che traspaiano le emozioni che trasmette dal vivo. Il mosaico è un’esperienza da vivere».

VERONICA POLLINI MOSAICI

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