Acqua Chiarella affida a Lorenzo Palmeri il design delle bottiglie in vetro che diventano protagoniste: solo acqua? Sì, ma nella forma del design!

Lorenzo Palmeri, designer e progettista, è stato scelto da Acqua Chiarella per rileggere la sua bottiglia in vetro, esaltando l’estetica e la funzione di un oggetto semplice e di uso quotidiano, svelandone la duplice vocazione di contenitore della materia acqua e di contenuto dell’identità di marca e della storia dell’azienda.

Al centro del progetto due nuovi formati – 0.70l e 0.92l – che propongono una visione inedita dell’acqua e nascono da un confronto del designer con la dimensione dell’archetipo e del materiale, punto di partenza per immaginare una forma iconica completamente nuova. E’ una nuova interpretazione del mondo quella proposta da Lorenzo Palmeri che nel disegnare la nuova bottiglia in vetro Acqua Chiarella parte da un’idea semplice quanto sorprendente: mettere a nudo l’acqua, spogliando il contenitore di ogni elemento  superfluo per renderla protagonista. A partire dalla sua etichetta che lascia il posto al contenuto.

Trasparenza e riflesso della luce sono intervallate solo da incisioni, mentre i punti strutturali assecondano la naturalità del gesto. Il vetro diventa racconto: la predilezione per l’incisione nel veicolare il logo, la scelta dei rilievi sulla superficie, in cui si riconoscono i monti e il lago di Como, ossia l’origine e il territorio, due valori fondanti del marchio Acqua Chiarella. Andrea Vaccani, Amministratore Unico AMVM: “Acqua Chiarella ha sempre avuto un’etichetta legata al paesaggio del lago di Como visibile dallo stabilimento, e avevo quindi la necessità che questa caratteristica si ripresentasse in questo nuovo prodotto. Lorenzo ha mantenuto questa tradizione, trasformandola in un’incisione che permette al prodotto di essere immediatamente riconoscibile ma al contempo di mantenere un’estetica leggera ed iconica in linea con la ricerca minimalista del mercato contemporaneo”.

Anche il tappo è investito da una riflessione progettuale approfondita che lo trasforma in un veicolo di immediata riconoscibilità e in portatore discreto di informazioni, in un modo del tutto inedito, grazie a una riga segnaletica per indicare la tipologia d’acqua, rossa per l’acqua naturale e blu per la variante frizzante. Come ci racconta Lorenzo Palmeri: “Ho lavorato sin dall’inizio di questo progetto sulle dimensioni dell’icona e dell’archetipo, di per sé costrutti guidati da un desiderio di significato e durabilità nel tempo. Entrambi i formati sono ricchi di innovazioni tecnologiche e formali che restano come interiorizzate, e non chiedono nulla all’utente se non di godere della relazione con l’oggetto”.

Fin dalle prime fasi del progetto, si era impadronita di me una suggestione: mettere l’acqua al centro del prodotto, renderla protagonista assoluta e non costretta all’interno di un contenitore etichettato” – afferma Andrea Vaccani ha fortemente lavorato a questo progetto : “Da quest’idea fumosa Lorenzo è riuscito a costruire una scultura capace di grande personalità e di assoluta leggerezza, senza dimenticare la praticità richiesta ad un oggetto che è protagonista di un processo lavorativo dinamico come quello della ristorazione e del servizio Horeca, oltre che del servizio al consumatore finale”.

Raggiungere questo particolare effetto sul vetro – continua Vaccaniè stato un lavoro lungo ed articolato che abbiamo sviluppato insieme alla vetreria per superare i vincoli tecnici. Il risultato è una bottiglia che veicola la nostra storia attraverso un codice estetico inedito e innovativo”.

La collaborazione tra Lorenzo Palmeri e Acqua Chiarella ha visto, nella prima fase del progetto, il designer focalizzarsi sul formato destinato all’alta ristorazione e Horeca: la bottiglia in vetro 0.70l, il cui design ricorda in qualche modo il rigore formale della divisa militare e la familiarità della Moka per il caffè, due elementi legati alla memoria ancestrale di ogni persona. Un prodotto premiato dagli addetti ai lavori con il Good Design Award 2021, iF Design Award 2021 e la selezione di ADI Design Index 2021 per la finale del compasso d’oro 2022.

Il formato 0,92l destinato ad un consumo quotidiano in casa propone una forma più familiare, l’archetipo della classica bottiglia del vino a cui il designer si è voluto ispirare nel reinterpretare questo formato, pur con una forte rilettura che accentua la naturalità ergonomica del gesto. Una bottiglia discreta, allo stesso tempo protagonista, che entri nella vita delle persone, delle famiglie e trovi posto sulle tavole domestiche e della ristorazione senza invadere. Anzi, al contrario, portando una sua luce discreta che possa riverberarsi sulle pietanze, enfatizzandole e favorendo l’incontro.

Le bottiglia in vetro nel formato 0,70l e 0.92l si inseriscono all’interno di Sympòsion, il progetto lanciato da Acqua Chiarella e giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Essenza del progetto è invitare artisti e, più in generale, esponenti del mondo dell’Arte, a confrontarsi sul tema dell’Eccellenza della Natura e dell’Uomo, i valori che il marchio Acqua Chiarella porta ogni giorno sulla tavola, in Italia e nel mondo.

“La circolarità è un elemento intrinseco nel riuso del vetro. Questo aspetto è stato colto ed enfatizzato con la volontà di generare una sorta di meccanismo virtuoso. Per esempio, la sparizione dell’etichetta è allo stesso tempo un elemento visivo caratterizzante, una modalità per evidenziare e realizzare la massima trasparenza e una facilitazione della produzione industriale che si libera di due passaggi (scollare e incollare l’etichetta), nonché l’eliminazione di una voce di capitolato. Il piede di entrambe le bottiglie permette lo spostamento dello scuffing (il consumo del vetro per abrasione, dovuto ai susseguenti spostamenti in cassetta e nella catena industriale) in una zona invisibile. La “riga bianca” che in genere è un difetto in queste bottiglie diventa un pregio e consente di veicolare ancora più luce verso l’acqua”. Lorenzo Palmeri

Ph. credits: Maria Rosa Sirotti

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