Masterly – The Dutch in Milano è la manifestazione che dal 2016 porta in Italia una ricca e variegata selezione di design, alto artigianato e arte olandesi. Anche quest’anno è di scena a Palazzo Turati, nel cuore del Fuorisalone

Un appuntamento che rappresenta sempre, all’interno del circuito del Fuorisalone, una certezza: una ventata di puro design, mai fine a se stesso ma con intenti di funzionalità, estetica e sorpresa. I materiali e le tecniche più disparate si mischiano e si reinventano ogni anno, con volti nuovi e presenze storiche, per un mix assolutamente da vedere. E su cui riflettere.

Per Nicole Uniquole, la fondatrice, era vitale per i designer e le aziende olandesi, tornare a mostrare dal vivo il meglio della loro produzione. Inoltre, come lei stessa ha spiegato nel discorso di annuncio, Uniquole crede fermamente che Masterly e la Design Week rappresentino un momento di incontro essenziale per i designer, la stampa, tutti gli addetti ai lavori: essenziale perché generatore di idee, di scambi culturali e umani prima ancora che commerciali, utili a tenere vivo e fertile il terreno del design.

Oltre ottanta partecipanti, tra i quali molti nomi nuovi al pubblico del Fuorisalone, affiancati da altrettanto numerosi habitué della manifestazione, entusiasti di tornare a Milano e presentare qui i lavori sviluppati nell’ultimo anno e mezzo. Una compagine di partecipanti assai variegata, in un evento che dà spazio alla libera espressione di ciascuno. Per questa ragione l’iniziativa di Nicole riceverà anche quest’anno il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia.

Durante ogni edizione, il Cortile d’Onore del Palazzo appare come un tappeto di fiori. E’ questa una bellissima tradizione, molto attesa dai milanesi e dai visitatori. Solitamente erano i tulipani a colorare il cortile ma per questa edizione, il nuovo Console-Generale a Milano Mascha Baak, ha suggerito le orchidee.

L’edizione 2021, la quinta della manifestazione, si può considerare per dimensioni e varietà una piccola fiera in sé, che coinvolge designer, architetti, artisti, artigiani, scuole, aziende di mobili, di complementi d’arredo, di prodotti per l’edilizia, ma anche di capi di moda e accessori per la persona. Approfondire il percorso di ogni partecipante significa immergersi in mondi, suggestioni, riferimenti, a cui qui riusciremo a fare solo accenno, riservandoci di approfondire le loro storie nelle newsletter.

Al piano terra Masterly accoglie i visitatori con un’installazione ospitata nel solenne Cortile d’Onore di Palazzo Turati: si tratta di un progetto corale realizzato dall’azienda Cooloo – leader nello sviluppo di finiture e manti di rivestimento – insieme a un pool di aziende olandesi che lavorano sul tema del riuso. Con il contributo di designer e studi di architettura, esporranno un allestimento dedicato all’economia circolare. Il cortile inoltre, sarà punteggiato dalla presenza magica delle lanterne dell’azienda Vouw.

Collegato alla corte centrale attraverso un passaggio coperto, si trova un cortile più raccolto, che avrà il sapore di una patio domestico allestito con arredi per esterni del brand Dwars ed una cucina en plein-air di Haave Outdoor.

Attorno alla corte, gli spazi al piano terra accoglieranno le presentazioni di numerosi partecipanti impegnati in mostre singole o in esposizioni collettive. Citiamo tra gli altri, HMC Vocational College con alcuni suoi studenti, la designer Carina Riezebos che partecipa con le aziende Abet Laminati e Blok Plaatmateriaal, proponendo una collezione di vassoi, l’architetto Osiris Hertman con il concept di una cucina sviluppata insieme all’azienda di rivestimenti Dekker, il designer Stefan Scholten per la prima volta a Masterly dove presenterà una nuova linea di arredi in marmo.

Irene van Ophoven espone i suoi pattern grafici applicati a pavimenti, rivestimenti, tessili, tappeti con la collezione Connected. Uno stile colorato, libero da schemi che crea concetti interni straordinari e disegni su larga scala per ambienti fortemente caratterizzati. Irene è una designer, stilista e fondatrice dll’omonimo Studio con sede a Rotterdam in Olanda.

E’ affascinata dai tessuti, dai loro aspetti tattili e da come i disegni possono trasformare uno spazio in un luogo significativo. Interni caratteristici come hotel, loft e ampi uffici sono perfetti per il suo lavoro. Nel processo di sviluppo, con tecniche artigianali di base come la serigrafia, i test di colore e materiale sono spesso il punto di partenza per i suoi concetti e progetti applicati.

Connected si basa su un modo di lavorare libero e spontaneo e sul desiderio di creare una connessione tra il mondo digitale e la tela del mondo reale. Il lavoro manuale sui tessuti è stato convertito digitalmente e trasferito su una gamma di materiali e prodotti per interni, tra cui un design di carta da parati audace su larga scala e pannelli modulari da parete che possono essere applicati giocosamente come un motivo ripetuto.

I pannelli a parete migliorano la qualità acustica e sono realizzati in Piñatex sostenibile. Di grande impatto anche i tappeti e le stoffe che in futuro saranno utilizzate da Irene anche per collezioni di complementi e accessori. Sicuramente una designer da seguire.

Tra le aziende si spazia da FritsJurgens, con le sue cerniere per porte, a Monasch by Best Wool, che produce tappeti in lana, 100% riciclabili, a Muurmeesters, specializzata in stampe su tessuto di capolavori fiamminghi dell’età d’oro.

La poesia non mancherà di certo: la troveremo nell’installazione Clouds di Bibi Smit, in cui una moltitudine di ‘nuvole’ di vetro soffiato evoca la luce e I colori dei cieli del nord. Sarà nei ritratti dell’ artista Anton Corbijn in mostra insieme alle cornici artigianali di Krützmann Lijsten, nei pannelli decorativi realizzati con resine e vernici da Corine van Voorbergen, nelle posate d’argento finite a mano di Daniel van Dijck, nelle pelli intarsiate di Sebastiaan van Soest, nei mobili ‘camaleontici’ di Elise Luttik, nelle atmosfere surreali delle fotografie di Frieda Mellema, artista olandese che riesce a donare una dimensione poetica a semplici oggetti di uso comune.

Al piano Nobile, lo scalone d’onore in cui sarà collocato un arazzo di Lizan Freijsen, conduce alle esposizioni superiori. Qui, prima di accedere alle Sale Nobili, si attraverseranno quattro ambienti in cui apprezzare tra gli altri, i prodotti tessili delle aziende Workingbert e Textile&More, il design onirico di Victor de Bie, o ancora, l’interessante lavoro della graphic designer Julia Janssen, che ha concepito un libro che raccoglie le 835 norme di privacy a cui senza esserne consapevoli, diamo il consenso sul web, nello spazio di un click.

Le Sale Nobili, le straordinarie quattro sale fittamente decorate di Palazzo Turati, ospitano la mostra curata da Uniquole. I designer e le aziende selezionati per l’allestimento di queste sale, qui come nel resto del palazzo, presentano una varietà di approcci, stili, tecniche e materiali che solo la visita riuscirà a restituire in modo adeguato.

Sarà interessante scoprire il lavoro di designer (quasi) tutti al loro debutto sulla scena internazionale: gli arazzi evanescenti di Fransje Gimbrere, i pezzi scultorei del duo Rive Roshan, i vetri di Selma Hamstra, le soluzioni sostenibili proposte da House of Thol, i vasi-scultura di Geir Nustad. Nella sala successiva le opera concettuali di Studio Fahrenheit 212 – che faranno riflettere per la critica sociale che sottendono – saranno accostati alla serie in edizione limitata Elements of Time della giovane Nynke Koster: frammenti architettonici di monumenti del passato, trasformati in morbidi elementi di seduta.

Ph. Credits: Maria Rosa Sirotti

INFO PRATICHE

Palazzo Francesco Turati,  Via Meravigli 7  Milano

CERIMONIA DI OMAGGIO DELLE ORCHIDEE

giovedì 9, 18:00

ORARI

domenica 5, lunedì 6, 11:00 – 20:00*

martedì 7, 11:00 – 17:00*

mercoledì 8, giovedì 9, 11:00 – 20:00*

venerdì 10, 11:00 – 16:00* *

Le porte del Palazzo chiudono un’ora prima dell’orario indicato.